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20 luglio 2013

FARIDOON SHAHRYAR: INTERVISTA ESCLUSIVA


(English text at the bottom)

Lo avrete visto in azione in centinaia di filmati: Faridoon Shahryar è uno dei volti più noti del giornalismo indiano. Responsabile della sezione video del sito Bollywood Hungama, Faridoon ha intervistato tutte le superstar e le celebrità del cinema popolare in lingua hindi. I suoi modi estremamente educati hanno conquistato schiere di appassionati. E non dimentichiamo la gentilezza che Faridoon riserva ai fan stranieri: è grazie a lui se sono riuscita a porre qualche domanda a divi altrimenti irraggiungibili come Amitabh Bachchan, Ajay Devgan, Vidya Balan, Saif Ali Khan, Ram Gopal Varma, Deepika Padukone, R. Balki, Arbaaz Khan, eccetera.
Forse non sapete che Faridoon Shahryar è anche paroliere e cantante. In passato vi ho segnalato alcuni suoi brani. Recentemente Faridoon ha coronato il sogno di realizzare un album, e ce lo presenta in questa intervista esclusiva.

1 - Per favore, ci racconti la sua esperienza in ambito musicale precedente alla realizzazione del suo primo album.
Ho sempre avuto inclinazione per la musica. Ho appreso la musica classica dalla tradizione musicale nota come Agra Atrauli Gharana, dal momento che, per qualsiasi tipo di musica (ma soprattutto per il canto), una base classica è fondamentale. Ho partecipato a concorsi, mi sono esibito dal vivo, ho poi composto, prodotto e interpretato più di un centinaio di jingle per la pubblicità.

2 - La musica delle sue canzoni è di Navneet Kedar. Cosa può dirci di lui? Com'è nato il vostro sodalizio?
Conosco Navneet da quando avevo 12 o 13 anni. Lui mi ha fatto ascoltare musica di ogni genere, occidentale, rock, pop, ghazal (*), colonne sonore indiane, eccetera. Lui è ingegnere, con una sensibilità musicale pazzesca. Gestisce uno studio di registrazione nella mia città d'origine, Aligarh. Navneet ed io cominciammo a registrare le opere poetiche di mio padre, il professor Shahryar, circa cinque anni fa. Abbiamo registrato parecchi nazm (**) e ghazal. Sette di queste canzoni sono state presentate dal noto portale musicale Artist Aloud. I video di due di questi brani, Wo Andheri Raat Ki Chaap Thi e Palkon Ko Bhigoyen Kaise, sono già stati visualizzati più di 200.000 volte.
(*) Uno dei generi più celebri della musica classica indiana. In parole estremamente povere, si tratta di tradurre in musica delle opere poetiche, i ghazal, che rispondono a regole di composizione e di contenuto ben precise. (Nota di Cinema Hindi)
(**) Il nazm è, insieme al ghazal, il genere principale della poesia in lingua urdu. (Nota di Cinema Hindi)

3 - Suo padre, il professor Shahryar, era un poeta in lingua urdu. La poesia urdu vanta un'illustre tradizione ed è tutt'oggi molto amata. Suo padre le ha mai confidato cosa rappresentasse per lui la poesia?
Sì, lui aveva l'abitudine di recitarmi tutte le sue opere. In effetti io sono sempre stato il primo ad ascoltarle. Discorrevamo di poesia nel dettaglio. Io ho scritto poesie in inglese per più di 20 anni ormai, e le ho pubblicate in vari Paesi.

4 - Quando ha iniziato a tradurre in canzoni le opere di suo padre? Suo padre cosa ne pensava?
Circa 13 anni fa, con Shab-E-Gham Kya Karein. Di recente l'ho registrata con l'arrangiamento musicale di Navneet, e a mio padre era piaciuta davvero molto. L'aveva memorizzata nel suo cellulare e l'ascoltava in continuazione. Altre due canzoni che è riuscito ad ascoltare prima di morire sono state Naseem-E-Soobh Ro Rahi Hai e Palkon Ko Bhigoyen Kaise.

5 - Qual è stato il criterio adottato nel selezionare le poesie da trasformare in canzoni per il suo album?
Navneet ed io eravamo ben decisi del fatto che non avremmo operato una selezione con lo scopo di compiacere qualcuno. Abbiamo scelto testi poetici seri, di significato profondo e di forma raffinata. Abbiamo registrato un pezzo alla volta, senza fretta, impiegando uno o due mesi per ciascun brano: composizione, arrangiamento musicale, registrazione e mixing definitivo.

6 - Quante sono le canzoni incluse nell'album? Può dirci il titolo dell'album e l'argomento di ciascuna canzone?
Artist Aloud ha da tempo presentato sette pezzi. Il titolo dell'album è Palkon Ko Bhigoyen Kaise. I brani sono i seguenti:
4) Naseem-E-Soobh Ro Rahi Hai
7) Kahin Kuch Kam Hai.
L'argomento di quasi tutte le canzoni è astratto e di difficile definizione. I testi trattano di solitudine, senso della vita e di vuoto, emozioni notturne, eccetera.

7 - Cosa prova quando interpreta dal vivo queste canzoni?
Mi piace moltissimo. Vorrei cantarle in pubblico il più possibile, magari un giorno anche in Italia.

8 - In India, la musica al di fuori delle colonne sonore ha vita dura. Sopravvive la tradizione classica, ma il pop, il rock o la dance (per citare solo alcuni generi) stentano a guadagnarsi spazio e a reperire investimenti. Secondo lei, cos'andrebbe fatto per stimolare nell'ascoltatore indiano l'interesse per la musica non da film?
I canali radiofonici e televisivi e gli organizzatori di eventi dovrebbero sostenerla di più. Negli anni novanta la musica indipendente funzionava tantissimo in India, ma oggi è praticamente inesistente. Manca la fiducia da parte degli investitori. Spero proprio si tratti di un fenomeno solo temporaneo.

9 - L'ascoltatore interessato alla musica indipendente indiana, come può accedervi? Esistono pubblicazioni, canali radiofonici o siti internet che le dedicano spazio? MTV India è sensibile all'argomento?
Artist Aloud sta facendo un ottimo lavoro al riguardo, ma le etichette e i canali musicali non offrono grande sostegno.

10 - Ha ascoltato i brani che sta realizzando Priyanka Chopra per il suo debutto sulla scena pop occidentale? Cosa ne pensa?
In my city mi piace un sacco. Priyanka ha l'atteggiamento e la stoffa da pop star internazionale. Himesh Reshammiya sta per pubblicare un album in inglese, @Da Edge. Ho ascoltato alcuni pezzi, e ritengo abbiano grande potenziale.

11 - Le sue interviste alle star del firmamento hindi sono ormai diventate una piacevole abitudine quotidiana per tutti gli appassionati di cinema indiano. Ora come si sente ad essere lei l'intervistato? Eccitato? Annoiato dalle domande sempre uguali che le vengono poste?
Mi piace moltissimo essere intervistato. Quando tocca a me intervistare, cerco sempre di non dare mai per scontate le celebrità che incontro, e neppure di prendere le interviste alla leggera. Godo di ogni opportunità, ed è questo l'atteggiamento che mantengo anche se sono io ad essere intervistato.

Ringrazio Faridoon Shahryar per la sua infinita disponibilità.
 

12 aprile 2011

PLAYLIST: BEST OF 2010


Giudizio: ***
Imran Khan - I hate luv storys

24 - I hate luv storys, tratto da I hate luv storys
Musica Vishal-Shekhar. Testo Kumaar. Interprete Vishal Dadlani. Star nel video Imran Khan. Coreografia Bosco-Caesar. Regia Punit Malhotra. Recensione del film.

Hrithik Roshan e Kangana Ranaut - Fire

23 - Fire, brano tratto da Kites, visualizzato da una coreografia piena di energia.
Musica Rajesh Roshan. Testo Nasir Faraaz e Asif Ali Beg. Interpreti Rajesh Roshan, Vishal Dadlani, Anirudh Bhola e Anushka Manchanda. Star nel video Hrithik Roshan (si può non amarlo?), Kangana Ranaut e Kabir Bedi. Coreografia Sandip Soparrkar. Regia Anurag Basu. Recensione del film.

Kareena Kapoor - Golmaal 3

22 - Golmaal 3, tratto da Golmaal 3. Coreografia legnosa che non rende giustizia ad un brano allegro e ritmato.
Musica Pritam. Testo Kumaar. Interpreti K.K., Anuskha Manchanda e Monali Thakur. Star nel video Ajay Devgan, Kareena Kapoor, Arshad Warsi, Tusshar Kapoor, Shreyas Talpade e Kunal Khemu. Coreografia Ganesh Acharya. Regia Rohit Shetty. Recensione del film.

Sharman Joshi e Faruk Kabir - Maula

21 - Maula, tratto da Allah Ke Banday.
Musica Chirantan Bhatt. Testo Sarim Momin. Interpreti Hamza Faruqui e Krishna. Star nel video Sharman Joshi e Faruk Kabir. Regia Faruk Kabir. Recensione del film.

20 - Dulha Mil Gaya, Akela Dil e Magar Meri Jaan, tratti da Dulha Mil Gaya. Sound perfetto per una spensierata festa a tema bollywoodiano.
Musica Lalit Pandit. Testi Mudassar Aziz. Interpreti Daler Mehndi (Dulha Mil Gaya); Adnan Sami e Anushka Manchanda (Akela Dil); Anushka Manchanda, Mahua e Lalit Pandit (Magar Meri Jaan). Star nei video Shah Rukh Khan, Sushmita Sen e Fardeen Khan. Coreografia Ahmed Khan e Howard Rosemeyer. Regia Mudassar Aziz. Recensione del film.

Giudizio: *** ½
Kajol - Dil Khol Ke Let's Rock

19 - Dil Khol Ke Let's Rock, tratto da We are family. Rivisitazione hindi pop di Jailhouse rock (avete letto bene). Elvis si sarà rivoltato nella tomba, ma noi ce lo spariamo senza rimorso a tutto volume.
Musica addizionale Shankar-Ehsaan-Loy. Testo addizionale Anvita Dutt Guptan. Interpreti Anushka Manchanda, Suraj Jagan e Akriti Kakkar. Star nel video Kajol, Kareena Kapoor e Arjun Rampal. Coreografia Bosco-Caesar. Regia Siddharth Malhotra. Recensione del film.

Shahid Kapoor - Pe Pe Pepein

18 - Pe Pe Pepein e Pump it up, tratti da Chance Pe Dance. Pe Pe Pepein è devastante, il brano più folle del 2010, talmente demenziale che... ehm... si finisce per innamorarsene (vietato dirlo in giro).
Musica Adnan Sami. Musica Pritam (Pe Pe Pepein). Testi Irfan Siddique. Interpreti Neeraj Shridhar, Saleem Shehzada e Hard Kaur (Pe Pe Pepein); Vishal Dadlani (Pump it up). Star nei video Shahid Kapoor (in tutto il suo splendore; lustriamoci gli occhi che male non fa) e Genelia D'Souza. Coreografia Bosco-Caesar, Ahmed Khan e Marty Kundelka. Regia Ken Ghosh. Recensione del film.

17 - Karthik calling Karthik, Hey Ya! Karthik 2.0 (solo audio), tratti da Karthik calling Karthik. Album ipnotico e intimista, dalle sonorità elettroniche.
Musica Shankar-Ehsaan-Loy. Musica Midival Punditz e Karsh Kale (Karthik 2.0). Testi Javed Akhtar. Interpreti Suraj Jagan, Shankar Mahadevan, Caralisa Monteiro e Malika Singh (Karthik calling Karthik); Clinton Cerejo, Shankar Mahadevan e Loy Mendonsa (Hey Ya!). Star nei video Farhan Akhtar e Deepika Padukone. Regia Vijay Lalwani. Recensione del film.

16 - Love Sex Aur Dhokha e Mohabbat Bollywood Style, brani pieni d'ironia tratti da Love Sex Aur Dhokha. L'album è stato premiato con il Filmfare R.D. Burman music award.
Musica Sneha Khanwalkar, unico compositore di sesso femminile attualmente attivo nella cinematografia hindi. Testi Dibakar Banerjee e Kanu Behl. Interpreti Kailash Kher (Love Sex Aur Dhokha); Amey Date e Nihira Joshi (Mohabbat Bollywood Style). Coreografia Ravi Botalje. Regia Dibakar Banerjee. Recensione del film.

15 - Ibn-E-Batuta, tratto da Ishqiya. L'album ha vinto il National Film Award per la miglior colonna sonora del 2010 (aggiornamento del 31.05.11).
Musica Vishal Bhardwaj. Testo Gulzar. Interpreti Sukhwinder Singh e Mika Singh. Star nel video Naseeruddin Shah, Arshad Warsi e Vidya Balan. Regia Abhishek Chaubey. Recensione del film.

14 - I love Amreeka (solo audio), tratto da Tere Bin Laden. Inno generazionale che ha unito i giovani indiani e pachistani in uno sberleffo comune.
Musica Shankar-Ehsaan-Loy. Testo Jaideep Sahni. Interpreti Shankar Mahadevan, Akriti Kakkar e Anusha Mani. Vi segnalo anche la versione interpretata da Ali Zafar. Star nel video Ali Zafar. Coreografia Piyush Panchal. Regia Abhishek Sharma. Recensione del film.

Giudizio ****

13 - Lahore - Theme (solo audio), brano intenso e di grande forza drammatica tratto da Lahore.
Musica Wayne Sharpe. Interprete Lisbeth Scott. Recensione del film.

12 - Tum Milo Toh Sahi (solo audio), caldo brano d'atmosfera tratto da Tum Milo Toh Sahi.
Musica Sandesh Shandilya. Testo Irshad Kamil. Interprete Shaan. Recensione del film.

Neeyat

11 - Neeyat, Life is a game (solo audio) e Intezar, brani dall'intrigante sound internazionale tratti da Teen Patti.
Musica Salim-Sulaiman. Testi Irfan Siddiqui. Interpreti Sunidhi Chauhan (Neeyat); Anushka Manchanda (Life is a game); Naresh Kamat (Intezar). Star nei video Amitabh Bachchan e R. Madhavan. Coreografia Ashley Lobo. Regia Leena Yadav. Recensione del film.

10 - Do Dooni Chaar (Jam) (solo audio), frizzante brano tratto da Do Dooni Chaar. È la versione che accompagna i titoli di apertura. Una vera chicca.
Musica Meet Brothers e Anjan-Ankit. Testo Manoj Muntashir. Interpreti Vishal Dadlani e Shankar Mahadevan. Recensione del film.

Parda

9 - Once upon a time in Mumbaai - Theme e Parda, tratti da Once upon a time in Mumbaai. Stiloso revival anni settanta premiato con il Most Popular Music 2010 agli Star Screen Award. Il tema strumentale è il migliore del 2010, e vi propongo la pompatissima versione ridotta. Parda è l'azzeccata rivisitazione di Duniya Mein Logon Ko (Apna Desh, 1972) e di Piya Tu Ab To Aaja (Caravan, 1971).
Musica Pritam. Musica Sandeep Shirodkar (Once upon a time in Mumbaai - Theme). Testi Ishad Kamil. Interpreti Sunidhi Chauhan, Anupam e Rana. Star nei video Ajay Devgan, Kangana Ranaut e Emraan Hashmi. Coreografia Raju Khan e Remo D'Souza. Regia Milan Luthria. Recensione del film.

Giudizio: **** ½
Aishwarya Rai - Udi

8 - Udi, tratto da Guzaarish. Ammaliante commistione di flamenco e fado in salsa hindi.
Musica Sanjay Leela Bhansali. Testo A.M. Turaz. Interpreti Sunidhi Chauhan e Shail Hada. Star nel video Aishwarya Rai (splendida) e Hrithik Roshan. Coreografia Ashley Lobo, Longines Fernandes e Pony Verma. Regia Sanjay Leela Bhansali. Recensione del film.

Abhay Deol e Sonam Kapoor - Gal Mitthi Mitthi

7 - Gal Mitthi Mitthi, Aisha, By the way e Behke Behke, tratti da Aisha. Amit Trivedi si conferma compositore dotato e originale anche nella vena pop.
Musica Amit Trivedi. Testi Javed Akhtar. Interpreti Tochi Raina (Gal Mitthi Mitthi); Amit Trivedi, Nakash Aziz e Ash King (Aisha); Anushka Manchanda e Neuman Pinto (By the way); Anushka Manchanda, Raman Mahadevan e Samrat Kaushal (Behke Behke). Star nei video Sonam Kapoor e Abhay Deol. Coreografia Terence Lewis, Karan Boolani, Ashley Lobo e Feroz Khan. Regia Rajshree Ojha. Recensione del film.

Da destra: Salman Khan e Akshay Kumar - Wallah Re Wallah

6 - Sheila Ki Jawani, Tees Maar Khan e Wallah Re Wallah, tratti da Tees Maar Khan. Sheila Ki Jawani è uno dei brani più famosi del 2010, visualizzato da un'incendiaria coreografia che ha sedotto il pubblico maschile e che ha conquistato il Filmfare e lo Zee Cine award. La struttura ritmica che sostiene SKJ è da cardiopalma.


Katrina Kaif - Sheila Ki Jawani

Musica Vishal-Shekhar. Testi Vishal Dadlani, Anvita Dutt Guptan. Musica e testo Shirish Kunder (Tees Maar Khan). Interpreti Sunidhi Chauhan e Vishal Dadlani (Sheila Ki Jawani); Sonu Nigam, che si produce in 54 voci diverse (Tees Maar Khan); Shekhar Ravjiani, Kamal Khan, Raja Hasan e Shreya Ghoshal (Wallah Re Wallah). Star nei video Katrina Kaif (in gran forma), Akshay Kumar, Akshaye Khanna e Salman Khan. Coreografia Farah Khan e Geeta Kapur. Regia Farah Khan. Recensione del film.

Sameera Reddy - Ishq Se Mitha

5 - Ishq Se Mitha, tratto da Aakrosh. L'item song più trascinante e meglio coreografata del 2010, seconda solo a... lo scoprirete presto.
Musica Pritam. Testo Irshad Kamil. Interpreti Kalpana Patowary e Ajay Jhingran. Star nel video Sameera Reddy, Paresh Rawal, Ajay Devgan e Akshaye Khanna. Coreografia G. Kala. Regia Priyadarshan. Recensione del film.

Da destra: Akshay Kumar e Neha Dhupia - Nakhre

4 - Nakhre, I am dog gone crazy, Luk Chup Jaana e Action Replayy - Opening titles (al minuto 1.33 del video), tratti da Action Replayy. L'album è un frenetico, gioioso carnevale, terzo tributo di Pritam nel 2010 agli anni settanta (dopo Once upon a time in Mumbaai e Golmaal 3). I brani sono visualizzati da irresistibili coreografie. Vi segnalo anche il video della sequenza integrale che include il medley di Luk Chup Jaana (al minuto 2.45) e di I am dog gone crazy (al minuto 4.55).

Aishwarya Rai - Luk Chup Jaana

Musica Pritam. Musica Salim-Sulaiman (Action Replayy - Opening titles). Testi Irshad Kamil. Interpreti Francois Castellino (Nakhre); Suraj Jagan (I am dog gone crazy); Tulsi Kumar e KK (Luk Chup Jaana). Star nei video Akshay Kumar (strepitoso!!!), Aishwarya Rai e Neha Dhupia. Coreografia Bosco-Caesar, Brinda, Ganesh Acharya e Remo D'Souza. Regia Vipul Shah. Recensione del film.

Vivek Oberoi - O Mere Khuda

3 - O Mere Khuda e Tere Liye, tratti da Prince. O Mere Khuda è un brano sfacciatamente pop, impossibile da dimenticare. Da cantare a squarciagola anche in metropolitana in ora di punta (sono senza vergogna).
Musica Sachin Gupta. Testi Sameer. Interpreti Atif Aslam (O Mere Khuda); Atif Aslam e Shreya Ghoshal (Tere Liye). Star nei video Vivek Oberoi (fascinosissimo). Coreografia Bosco-Caesar e Pony Verma. Regia Kookie V. Gulati. Recensione del film.

Aishwarya Rai - Behene De

2 - Jaare Ud Jaare, Beera Beera e Behene De, tratti da Raavan. L'album alterna ritmi tribali e afflato mistico. Jaare Ud Jaare è l'incantevole brano che accompagna i titoli di coda. Composto di getto da Rahman a ridosso del lancio della colonna sonora, e presentato in quell'occasione dal vivo per la prima volta, JUJ è stato aggiunto all'album nelle edizioni successive, e incluso all'ultimo momento nel commento della pellicola.
Musica A.R. Rahman, genio di magnificenza infinita. Testi Gulzar. Interpreti A.R. Rahman (Jaare Ud Jaare); Vijay Prakash, Kirti Sagathia e Mustafa Kutoane (Beera Beera); Karthik (Behene De). Star nei video: Aishwarya Rai, Abhishek Bachchan e A.R. Rahman. Regia Mani Ratnam. Recensione del film.

Malaika Arora - Munni Badnaam

1 - Munni Badnaam, Udd Udd Dabangg, Humka Peeni Hai, Tere Mast Mast Do Nain e Dabangg - Theme, tratti da Dabangg. Album travolgente, vendutissimo, premiatissimo. Inevitabile innamorarsi delle canzoni, delle coreografie, della pellicola, di Salman Khan. Miglior colonna sonora del 2010 ai Filmfare Award, Star Screen Award, Zee Cine Award e IIFA Award; nonché miglior commento musicale agli Zee Cine Award.


Salman Khan - Udd Udd Dabangg

Munni Badnaam è il brano migliore del 2010 (premiato con lo Zee Cine Award), visualizzato dalla coreografia migliore del 2010 (premiata con lo Star Screen Award e con l'IIFA Award), ed è la migliore item song del 2010. MB è nel Guinness dei primati: al Melbourne Park, alla presenza dei giudici ufficiali del Guinness World Records, 1.235 persone hanno ballato senza sosta al ritmo della nota canzone. MB ha letteralmente conquistato l'India. Il suo ritmo entra nel sangue e nelle gambe e induce a chiedersi: ma quanto sarebbe triste il mondo senza l'hindi pop?
Udd Udd Dabangg si ispira a Omkara, tratto dall'album omonimo del 2006.


Salman Khan - Humka Peeni Hai

Musica Sajid-Wajid. Testi Jalees Sherwani. Musica e testo Lalit Pandit (Munni Badnaam, rivisitazione di Ladka Badnaam Hua Haseena Tere Liye, da Mr. Charlie, pellicola pachistana del 1992). Musica Sandeep Shirodkar (Dabangg - Theme). Testo Faaiz Anwaar (Tere Mast Mast Do Nain). Interpreti Mamta Sharma e Aishwarya Nigam (Munni Badnaam); Sukhwinder Singh e Wajid (Udd Udd Dabangg); Wajid, Master Salim e Shabab Shabri (Humka Peeni Hai); Rahat Fateh Ali Khan e Shreya Ghoshal (Tere Mast Mast Do Nain). Star nei video Malaika Arora, Salman Khan (incontenibile!), Sonu Sood e Sonakshi Sinha. Coreografia Farah Khan (Munni Badnaam); Ganesh Acharya (Udd Udd Dabangg); Mudassar Khan (Humka Peeni Hai); Raju Khan (Tere Mast Mast Do Nain). Regia Abhinav Kashyap. Recensione del film.

Salman Khan - Tere Mast Mast Do Nain

28 febbraio 2010

STRIKER


La pellicola di Chandan Arora regala un gioiello musicale, una colonna sonora fresca, scintillante e con spessore stilistico, malgrado il regista e l'attore protagonista Siddharth abbiano scritturato sei diversi compositori. Un applauso al sound poco convenzionale e alla cura paziente con la quale hanno confezionato non solo una musica da film ma anche un album ricco e godibile.
Ambientato a Mumbai nel 1992, Striker è un'ode potente alla maximum city indiana, ai rapporti fra le varie comunità che la popolano, e al desiderio di un uomo di cambiare la propria condizione.

Cham Cham, di Shailendra Bharve e Jeetendra Joshi, rappresenta un impeccabile inizio per indurre all'ascolto. Sonu Nigam stuzzica abilmente le nostre orecchie con il suo lento qawwali (*). Bharve, noto per il brano Mera Jahan incluso nella colonna sonora di Taare Zameen Par, dà prova una volta di più del suo talento, deliziandoci per sette minuti buoni senza mai annoiare, grazie agli arrangiamenti perfetti e al ritmo accattivante della canzone, all'amabilissimo testo di Joshi e naturalmente all'incomparabile voce di Nigam.

Amit Trivedi e Prasant Ingole entrano in scena nella successiva Bombay Bombay. Il coinvolgente brano include uno smagliante Siddharth che canta e recita battute tratte dai dialoghi del film, fra loop al sintetizzatore, percussioni e chitarra elettrica.

Una ruvida Haq se, con vocalità non studiate che confluiscono in un rap, addirittura col suono di clacson, e con degli assoli celtico-sufi, vi farà di sicuro ballare. Yuvan Shankar Raja è famosissimo nel cinema del sud per la sua musica. I testi di Nitin Raikwar esprimono perfettamente i sogni e il rapporto d'amicizia che lega i protagonisti.

Il festoso Maula, un qawwali moderno e completo composto da Swanand Kirkire, inietta quella sensazione positiva che tendo sempre ad associare al musicista. La traccia fortunatamente offre la voce rauca di Kirkire, e nessun altro avrebbe potuto rendere giustizia a questa veloce melodia. Swanand ne ha scritto anche il testo. Gli arrangiamenti rinnovano la tradizione del genere, rendendo la canzone una delle più originali dell'album.

Yun Hua conduce furtivamente l'ascoltatore in un luogo dimenticato fra le nuvole e il sole. Il brano, palpitante e romantico, è stato composto e interpretato da Vishal Bhardwaj, che canta il delizioso testo scritto da Gulzar fuggendo via verso il paradiso. Ecco un altro esempio in cui la voce del compositore è stata indubbiamente la scelta giusta.

La colonna sonora tutta al maschile vira verso l'universo femminile con la voce delicata di Sunidhi Chauhan che interpreta Pia Saanvara. Bharve e Joshi sono ancora insieme per creare una melodia innocente, appena dissonante, confidenziale, che invoca il ritorno della persona amata.

L'album termina con uno dei migliori reggaeton/hip hop degli ultimi anni. Il potente Aim Lagaa di Blaaze possiede uno ad uno il giusto beat, la giusta eco, il giusto dolore. Mescola tabla e sitar, rappresentando in modo ritmico il peculiare aspetto del personaggio principale. La stretta collaborazione di Blaaze con A.R. Rahman lo ha reso noto al grande pubblico, ma il compositore merita di essere apprezzato per l'abilità nel miscelare le sue diverse influenze culturali (Africa, India, Inghilterra, USA), e nel riuscire a superarle andando persino oltre. La versione Ricksha Mix di DJ Akhtar regala un'alternativa da dance floor, con l'aggiunta di più ottoni, dell'armonica e di un extra rap interpretato da una voce femminile.

Striker può non aver beneficiato dei vantaggi di una grossa pubblicità, ma le opinioni che circolano sulla stampa disegnano un film altamente consigliabile. Anche la colonna sonora, grazie ai suoi diversi aspetti, dovrebbe compiacere gli ascoltatori, il che dimostra che battere nuovi sentieri qualche volta paga.

Scheda dell'album
- Musica: Shailendra Bharve, Amit Trivedi, Vishal Bhardwaj, Yuvan Shankar Raja, Swanand Kirkire, Blaaze
- Testi: Swanand Kirkire, Jeetendra Joshi, Gulzar, Prasant Ingole, Nitin Raikwar, Blaaze
- Interpreti: Sonu Nigam, Sunidhi Chauhan, Swanand Kirkire, Vishal Bhardwaj, Yuvan Shankar Raja, Siddharth Narayan
- Etichetta: T-Series
- Tracce: 8 (7 originali e un remix)
- Data di distribuzione: 16 gennaio 2010

(*) Il qawwali è una tradizione musicale devozionale in ambito sufi (nota di Cinema Hindi)

26 febbraio 2010

MY NAME IS KHAN


Il film My name is Khan, diretto da Karan Johar e interpretato dalla leggendaria coppia Shah Rukh Khan e Kajol, è uno dei più attesi del 2010. E il recente lancio della colonna sonora ha dato il via all'euforia. Gli ascoltatori di tutto il mondo possono ringraziare la casa di produzione e iTunes per aver reso i brani disponibili on-line tre giorni prima della distribuzione ufficiale dell'album nei negozi, inaugurando un'inedita strategia di marketing.
I compositori Shankar, Ehsaan e Loy sono tornati con un piacevole bouquet di canzoni: sei tracce originali accompagnate da quattro memorabili brani tratti da altri film diretti o prodotti da Johar: Kuch Kuch Hota Hai, Suraj Hua Maddham, Kabhi Alvida Naa Kehna e Kal Ho Naa Ho.

La prima canzone è l'avvolgente Sajda, interpretata da Rahat Fateh Ali Khan, Shankar Mahadevan e Richa Sharma. La combinazione delle tre voci che dialogano fra loro suona a meraviglia, con il dholak e la tabla in crescendo col procedere del brano.

Segue quest'incantevole apertura Noor-E-Khuda, una dolce ballata eseguita alla chitarra che appare e scompare fra le interpretazioni vocali morbide e quasi nude di Adnan Sami e di Shankar, capaci di far brillare qualunque canzone. Tuttavia nessun brano lento e romantico può definirsi completo senza la voce di Shreya Ghoshal, che arricchisce la seconda metà di Noor-E-Khuda con la sua grazia, portando il livello di tenerezza alla giusta dose richiesta.

Negli ultimi anni SEL, grandi ammiratori della sua fantastica voce, sono riusciti ad ingaggiare l'interprete classico pachistano Rahat Fateh Ali Khan. Ora ripetono l'esperienza portando di nuovo alla ribalta da oltre confine il talento di Shafqat Amanat Ali per Tere Naina, che diventerà la canzone preferita dell'album non solo di molti indiani ma anche degli ascoltatori stranieri. Malgrado il suo indiscutibile richiamo internazionale, la strumentazione del brano in qualche modo pare rispecchiare Sajda. La voce di Shafqat riesce ad elevarne l'essenza.

Di seguito una melodia sufi, Allah Hi Reham, interpretata da Rashid Ali. Sembra una traccia creata apposta per la situazione che accompagna nella pellicola, e certamente brillerà ancor di più quando gli ascoltatori ne potranno ammirare la trasposizione cinematografica. Gli strumenti e i ritmi suonano un po' ripetitivi, e forse marcano il fatto che questa è una colonna sonora commissionata dalla Dharma Productions: la collaborazione fra SEL e Karan Johar è di vecchia data, e ha portato alla realizzazione di alcuni album di grande successo e piacevoli da un punto di vista musicale. Ma il sound di My name is Khan potrebbe apparire un po' troppo familiare agli avidi conoscitori di musica hindi da film.

Il brano successivo è Khan theme. SEL hanno più volte dimostrato il loro talento nel campo della musica strumentale e del commento musicale (ricordiamo il felice esempio di Taare Zameen Par). Questa traccia non fa eccezione. Conoscendo Karan Johar, il tema causerà batticuori e lacrime nelle sale cinematografiche di tutto il mondo.

Rang De è una canzone pop-rock, nonché l'ultima delle composizioni originali contenute nell'album. Termina in una nota alta, col testo, gioioso e ottimistico, interpretato da Shankar e da Suraj Jagan.

My name is Khan nell'insieme promette di compiacere un pubblico globale, grazie ad una dose leggera di stile sufi avvolta in un involucro pop romantico o rock. Questo genere costituisce ormai un marchio di fabbrica per le colonne sonore dei film di Johar, ed è quindi facilmente riconoscibile dai suoi fan europei e americani.
Uno dei punti di forza dell'album è la qualità vocale, nonché la selezionata combinazione degli interpreti. Personalmente, però, consiglierei ai principianti altri lavori di SEL, per un'esperienza più ricca e originale. Comunque anche gli amanti del soft-pop che già conoscono la musica del trio dovrebbero apprezzare My name is Khan nonché attendere ansiosamente la distribuzione del film (*). Abbandonatevi all'ascolto!

Compositori: Shankhar Mahadevan, Ehsaan Noorani e Loy Mendonca
Paroliere: Niranjan Iyengar
Interpreti: Shankar Mahadevan, Shreya Ghoshal, Rahat Fateh Ali Khan, Rashid Khan, Adnan Sami, Suraj Jagan, Richa Sharma e Shafqat Amanat Ali
Acquista la colonna sonora di My name is Khan: clicca qui

(*) Aline aveva pubblicato il testo originale inglese il 18 gennaio 2010 (nota di Cinema Hindi).

Recensione del film
Per i testi in hindi con traduzione in inglese di Sajda, Tere Naina e Allah Hi Reham: clicca qui

17 dicembre 2009

SWANAND KIRKIRE: INTERVISTA ESCLUSIVA


Un uomo dai mille talenti: Swanand Kirkire è paroliere, sceneggiatore, cantante e attore. È lui a firmare i deliziosi testi dei brani che compongono la frizzante colonna sonora del prossimo film prodotto da Vidhu Vinod Chopra, 3 idiots, con Aamir Khan, Madhavan e Sharman Joshi. Kirkire ha gentilmente acconsentito a raccontarci qualcosa di più sulle canzoni che in India stanno conquistando gli appassionati di cinema e di musica.

Aline - Una curiosità: cosa sta ascoltando col suo iPod?
Kirkire - Di sicuro non la colonna sonora di 3 idiots, dal momento che, quando l'ascoltavo, ero il solo a farlo (ride). E ora che tutti l'ascoltano, io mi dedico ad altro: alla musica classica indiana. Sto imparando ad apprezzare anche la musica classica occidentale. Inoltre ascolto i miei preferiti di sempre: R.D. Burman e le canzoni di Gulzar Sahab. Quel genere di buona musica è proprio pane per i miei denti.

Aline - Lei ha collaborato spesso con il compositore Shantanu Moitra e con il regista Rajkumar Hirani. Per favore, ci dica quali sono gli aspetti che rendono piacevole lavorare con loro e come siete finiti col diventare una squadra.
Kirkire - La collaborazione con Shantanu e con Raju è di vecchia data, così come quella con Vidhu Vinod Chopra. Insieme ne abbiamo fatta di strada. Ho collaborato con loro a quattro pellicole: 3 idiots è il mio secondo film con Raju e il quarto con Vinod Chopra. Per quanto riguarda le colonne sonore, basta dare un'occhiata alla nostra discografia per verificare che Shantanu ed io abbiamo sempre lavorato assieme. Per Raju avevamo già composto i brani della pellicola Lage Raho Munna Bhai. Shantanu ed io siamo innanzitutto amici, condividiamo le stesse idee, rispettiamo reciprocamente i nostri spazi, e, a differenza di quanto solitamente accade a Bollywood, siamo stati coinvolti nel progetto di 3 idiots sin dall'inizio. Mentre Raju scriveva la sceneggiatura, noi due cercavamo il giusto sound per il film e componevamo le canzoni. È così che è nata Give me some sunshine, molto prima della stesura finale della sceneggiatura. Raju voleva qualcosa di adatto per 3 idiots: ascoltando i brani della colonna sonora si nota subito la loro semplicità, sia da un punto di vista musicale che poetico. Non cercavamo complicazioni: desideravamo mantenere l'atmosfera da college e renderli di facile approccio, come se fossero gli studenti stessi ad improvvisare alla chitarra e a sperimentare nuovi accordi.

Aline - Secondo lei in quale modo i cantanti hanno contribuito alle canzoni?
Kirkire - Sono tutti interpreti superbi. Hanno arricchito moltissimo la colonna sonora. Ad esempio, Jaane Nahin Denge poteva essere cantata solo da Sonu Nigam e da nessun altro. È una canzone che alterna tonalità basse e molto alte: la passione raggiunge quelle altezze e poi, contemporaneamente, precipita. Shreya Ghoshal è un'altra fantastica interprete. Quanto a Shaan... beh, posso dire che il contributo di tutti loro è stato meraviglioso e fondamentale. Per un paroliere come me, il momento più bello è ascoltarli cantare, perché noi parolieri scriviamo un brano con carta e penna, il compositore lo prova con noi alla chitarra, poi si passa alla registrazione, ma la fase finale, quando l'interprete lo canta... quello è un momento magico: il cantante trasforma la canzone in qualcosa di diverso, in un prodotto artistico che finalmente si completa. Sonu e gli altri mi hanno davvero commosso.

Aline - In quali aspetti questa colonna sonora è diversa da quelle a cui ha collaborato in precedenza?
Kirkire - È molto diversa. I testi di Parineeta erano più lirici, quelli di Lage Raho Munna Bhai più da Bombay tapori (*). In Khoya Khoya Chand c'è molta poesia in lingua urdu: la pellicola descriveva l'industria cinematografica degli anni cinquanta e sessanta. Questo è ciò che voglio: cambiare a seconda del film o della sceneggiatura. I testi dei brani di 3 idiots sono molto informali e vanno dritti al cuore. Non appare nessun ornamento poetico. In queste canzoni, quello che si ha da dire lo si dice e basta, non importa se in inglese, in marathi o in un'altra lingua. I brani di 3 idiots vanno a segno con grande semplicità e non contengono artifici linguistici. Nessuna velleità lirica ma filosofia spicciola, come in Aal Izz Well.

Aline - Come ha coniato lo slogan Aal Izz Well? Il suo buffo spelling era già incluso nella sceneggiatura?
Kirkire - Sì, era nella sceneggiatura. Grande idea per il film. Dinanzi a difficoltà da superare Aamir Khan lo ripete a tutti. Raju, da ragazzo, ha vissuto in una città di provincia. Là c'era un guardiano notturno che aveva l'abitudine di gridare Aaaaal izzzz well! durante la notte. Così i ragazzi pensavano 'se tutto va bene, possiamo andare a dormire'. E davvero tutto andava bene, sapete? (ride). La frase è scritta seguendo la pronuncia colloquiale (Kirkire insegna ad Aline come pronunciarla correttamente). Aal izz well!

Aline - Sappiamo che Sharman Joshi ha prestato la voce in Give me some sunshine. Il regista, il produttore e/o gli altri attori hanno contribuito alle canzoni? Se sì, in quale modo?
Kirkire - L'aspetto migliore della collaborazione con Rajkumar Hirani, con Vidhu Vinod Chopra e con gli altri, è che è stata davvero una collaborazione, un lavoro comune. Shantanu ed io ci siamo occupati della musica e dei testi dei brani, ma ci sono stati contributi da parte di tutti. In Give me some sunshine, poi, Shantanu ha scritto quasi interamente il testo in inglese.

Aline - Per favore, ci racconti qualcosa dell'interpretazione di Sonu Nigam di Jaane Nahin Denge.
Kirkire - Sonu è davvero meraviglioso e ha fatto un grande lavoro. Ha compreso al volo la situazione particolare narrata in 3 idiots in quel momento, ha ascoltato la canzone una volta e poi ha dichiarato: 'Ho bisogno di tempo'. Per 30/45 minuti si è chiuso in una stanza dello studio al buio, chiedendo a tutti di lasciarlo solo. Poi ci ha raggiunti e ha cantato. Sonu si comporta sempre così. Da un punto di vista tecnico, è il miglior cantante che l'India abbia mai avuto.

Aline - Per il testo di Behti Hawa Sa Tha Woh ha tratto ispirazione dalle sue esperienze personali?
Kirkire - È nato in modo molto naturale quando mi hanno raccontato la situazione nel film che doveva commentare. Nella vita capita di incontrare persone felici e spensierate, che non scendono mai a compromessi e che fanno solo ciò che il cuore le spinge a fare. Che non seguono norme stupide. Mi sono ispirato a queste persone, e tutto è stato facile perché le ho confrontate con me. A causa loro sono diventato un altro 'idiota' (ride).

Aline - Quali sono i suoi progetti futuri?
Kirkire - La colonna sonora di Paa è pronta. È stata un'esperienza di tutt'altro tipo, con canzoni completamente diverse. È già nei negozi e si può acquistare anche in internet. La prima di Paa è fissata per il 3 dicembre (**). Ho in ballo altri due o tre progetti, ma è prematuro parlarne.

Intervista raccolta da Aline con la collaborazione di Joanna.

(*) Il tapori è una forma slang di hindi parlata principalmente a Mumbai dai criminali di strada e dai mafiosi. La lingua hindi ne è la base, ma per il lessico e la pronuncia vi sono contributi anche delle lingue inglese, marathi, gujarati, e delle lingue indiane del sud. (Nota di Cinema Hindi)
(**) Aline aveva pubblicato il testo originale inglese il 29 novembre 2009 (nota di Cinema Hindi).

30 novembre 2009

3 IDIOTS

Il compositore Shantanu Moitra e il paroliere Swanand Kirkire - noti per 'Parineeta' e per 'Lage Raho Munna Bhai' - sono tornati con un festoso botto.


Divertente in modo non convenzionale. Sincero. Irresistibile. Aggettivi che ben si associano ai film diretti da Rajkumar Hirani, e che ora possiamo estendere anche alla colonna sonora di 3 idiots. L'album, spensierato ma concreto, trasporta gli ascoltatori ai tempi felici dell'università e al ricordo dei vecchi compagni.

Una giornata di sole dà il calcio d'inizio. Con una melodia stimolante ed uno slogan efficace, gli studenti esprimono la loro filosofia di vita: davvero, bhaiyya, Aal Izz Well! Le chitarre e un nugolo di percussioni si aggiungono all'allegro campus di voci, ripetendo ritmicamente ritornelli frizzanti e orecchiabili come Doom Kechiketa Yeah e simili, spazzando via in quattro e quattr'otto tutte le vostre preoccupazioni.

Il brano che segue è un colpo di genio: il brillante Zoobi Doobi, swing dallo stile gipsy-jazz. L'energia di Sonu si accompagna al brio di Shreya, entrambi sostenuti dagli ottoni, dagli archi e dalla fisarmonica. Il video promozionale della canzone che sta invadendo internet mostra il ragazzo e la ragazza dei nostri sogni: Aamir Khan e Kareena Kapoor. È probabile che l'allegro motivo vi si incolli addosso una volta che ne avrete gustato il ritmo e il dolcissimo testo.

Behti Hawa Sa Tha Woh è una melodia morbida che, con un tocco lieve simile ad un mantra, consente al nostalgico testo di filtrare. In quest'ode all'amicizia brilla l'emozionante interpretazione di Shaan: il brano segna una delle sue migliori performance.

Le due canzoni rimanenti all'inizio sorprendono anche l'ascoltatore allenato. Il fatto è che le colonne sonore dei film hindi tendono spesso a sacrificare le potenzialità reali delle canzoni, poiché il valore commerciale della musica garantisce il successo della pellicola al box office. 3 idiots si differenzia perché sceglie di scommettere e di rischiare: le melodie suonano orecchiabili o commoventi, ma conservano una certa autenticità, e questa combinazione priva di attriti soddisfa comunque lo scopo cinematico.

Un esempio? Give me some sunshine: gocce di morbido pianoforte danno il via ad un energico inno da college che può essere cantato da tutte le generazioni di studenti. Interpretazioni poco sofisticate, battito di mani, armonica: solo questo ad adornare semplici accordi. Il brano è perfetto per feste studentesche o per notti insonni da trascorrere in compagnia di amici. Brevi monologhi tratti dal film e recitati da Sharman Joshi sono inseriti qua e là nella canzone, arricchendola di atmosfera positiva.

Chiude l'album un quasi irriconoscibile Sonu Nigam che, con Jaane Nahin Denge, sfoggia un'alta padronanza di variazioni emotive. L'uso degli strumenti combinati alla voce di Nigam echeggiano in morbide increspature che, ad intermittenza, confluiscono in onde più decise, al passo con il testo che incita a vivere con pienezza. L'ultima nota del brano lascia l'ascoltatore in uno stato di abbagliamento quieto ma intenso.

Sappiamo dunque che il prossimo Natale, indipendentemente dal fatto di essere stati buoni o cattivi, ci regalerà un film con un'anima e che ci farà riflettere, anche se incartato in una lucente confezione di intrattenimento. Ma non dobbiamo sorprenderci: il regista Rajkumar Hirani possiede la sensibilità artistica e la ricetta giusta per mescolare questi elementi fra loro e creare magiche pozioni che seducono. Preparatevi ad accogliere Babbo Natale al grido di Sab Thik Thak... Aal Izz Well, Chachu!.

Scheda dell'album
Musica: Shantanu Moitra
Testi: Swanand Kirkire
Cantanti: Sonu Nigam, Shreya Ghoshal, Shaan, Swanand Kirkire, Shantanu Moitra, Suraj Jaggan, Sharman Joshi
Etichetta: T-Series
Tracce: 7 (5 originali e 2 remix)
Distribuzione dell'album: 9 novembre 2009

Recensione del film

15 settembre 2009

WHAT'S YOUR RAASHEE?




Mi aspettava una piacevole sorpresa con What's Your Raashee?, di Sohail Sen, colonna sonora del film del famoso regista Ashutosh Gowariker, nonostante sia stata tiepidamente accolta dai recensori indiani, forse perché il giovane musicista non ha ancora molte opere a suo credito. Non appena ho udito le prime note fluire dalle casse, ho capito che la mia nuova recensione avrebbe avuto come oggetto questo album. Sen ha compiuto un lavoro ragguardevole, componendo una colonna sonora stimolante e ricca di brani: in tutto tredici, di cui dodici confluiscono in maniera intelligente nella traccia di chiusura. E parecchi meritano davvero di essere inclusi nella playlist degli appassionati di musica hindi contemporanea.

Spendiamo un paio di minuti per le prime note dal sapore jazz diffuse dall'impianto stereo: la mia attenzione è subito catturata. Pal Pal Dil Jisko Dhoonde (brano abbinato all'ariete) è un'ottima introduzione allo stile musicale di Sen, autore che pare possedere una larga gamma di influenze pop e jazz. L'ascoltatore, di quando in quando, può cogliere delle sonorità vicine alla musica di Sting, soprattutto nell'arrangiamento del basso, nell'uso dell'organo o negli interludi di sassofono e di tromba. Gli amanti di musica latino-americana possono ritrovare riferimenti familiari spuntare un attimo, per poi sparire l'attimo successivo. La canzone è piena di suoni armoniosi e audaci insieme.

Le note di pura melodia di Aa Le Chal (scorpione) dispiegano un fascino tale da rapire l'ascoltatore. Forse lo scorpione che è in me è rimasto incantato dal brano corrispondente. Ma di certo il sapore sensuale ha qualcosa di speciale. A mano a mano che procedo con l'ascolto, riesco ad individuare con esattezza la fonte di tanta dolcezza, di tanta freschezza, nonché di vaga eccentricità: la vocalità apparentemente spensierata e dal tono basso di Aslesha Gowariker, una novità benvenuta nel panorama delle voci femminili.

Introdurre le canzoni col pianoforte sembra essere il comune denominatore di parecchie tracce. Pyaari Pyaari (vergine) merita una menzione speciale: la voce frizzante e ariosa di Sohail Sen si unisce a quella della leggendaria Alka Yagnik, ed insieme interpretano con calore il testo composto da Javed Akhtar. È un brano dichiaratamente romantico, tipico del soft-pop indiano, ma con un ritmo orecchiabile che perdura per settimane e oltre.

Koi Jaane Na (capricorno) è sorprendente, ed emerge in modo squisito con il pianoforte che suona come un salterio. La canzone chiude il ciclo dei dodici raashee (segni zodiacali) della colonna sonora. Le orecchie dell'ascoltatore vengono piacevolmente stimolate dal talento di Rajab Ali Bharti nel tradurre in maniera efficace le parole del testo in emozioni di pura melodia. Il brano è arricchito di colore da una gamma di strumenti musicali e di arrangiamenti, quali l'uso dei cori, un interludio classico occidentale, campanelle e archi.

What's Your Raashee? è una mistura musicale davvero ristoratrice e che rivela un promettente compositore. Continueremo ad occuparci di Sohail Sen: non vedo l'ora di ascoltare le sue future colonne sonore per ripetere la piacevole esperienza.

5 luglio 2009

LAGAAN


Questa settimana (*) il film Lagaan - Once upon a time in India, prodotto dalla Aamir Khan Productions, compie otto anni. Ci associamo nel celebrare la pellicola indiana più conosciuta al mondo: lunga vita a Lagaan!

Lagaan.
Il semplice suono di questa parola evoca l'essenza e la grandezza dell'epico film di Ashutosh Gowariker, e, lo diciamo subito, la colonna sonora è magnifica tanto quanto la pellicola. Il tuono non è mai sembrato così vicino all'uomo e l'uomo non è mai sembrato così potente. Il brano d'apertura, Ghanan Ghanan, fissa il tono della trama del film: le nuvole iniziano a raccogliersi per la gioia degli abitanti di Champaner, e nel contempo un arcobaleno stellare di voci appare sulla tela musicale. La dolcezza di Alka Yagnik, la radiosità di Udit Narayan, il calore di Sukhwinder Singh, l'intensità di Shankar Mahadevan, l'entusiasmo di Shaan. Sono una maniaca della voce, e non mi stanco mai di assaporare questa canzone dall'aroma particolarmente ricco. Ma concentrarsi unicamente sulle voci sarebbe un peccato. Ghanan Ghanan offre anche un giocoso dafli (strumento simile a un tamburello), un droning synth, delle percussioni martellanti e dei cristallini strumenti a corda. Ascoltare Ghanan Ghanan è come sentir cadere goccioline di pioggia sulle orecchie.

Questa magnifica apertura è seguita dal ritmico Mitwa, brano che evoca coraggio e speranza, attraverso l'esuberante uso in crescendo della grancassa, di un violino deliziosamente estroverso, di un delicato ghatam (un tipo di percussione), nonché attraverso l'uso vivace degli strumenti a corda: un ektara (strumento ad una sola corda) e delle synth strings (il suono degli strumenti a corda proviene da un sintetizzatore). La voce profonda di Alka Yagnik ed il timbro confortante di Udit Narayan riflettono accuratamente l'umore della canzone, donando forza alle sequenze del film che accompagnano.

Radha Kaise Na Jale è un esempio particolarmente eloquente di come il talento di A.R. Rahman possa indurre gli ascoltatori a viaggiare nel tempo e nello spazio. Dove potrebbe condurci questo brano? In campagna, durante la festa di Holi, con Krishna, Radha e le pastorelle che danzano al cinguettio degli uccelli in sottofondo. La stuzzicante vocalità di Asha Bhosle brilla in modo particolare, accompagnata dal suono di una miriade di campanelli, della tabla, del dandiya stick e di un flauto. Sino a giungere al culmine: il malizioso dialogo degli amanti, sottolineato da una splendida esibizione di bhimpalasi raga (uno stile di raga che richiede una vocalità molto complessa).

O Rey Chhori vede la partecipazione del trio di attori protagonisti. Ciascuno canta la propria dichiarazione d'amore, e confesso che raramente ho trovato così interessante un triangolo amoroso musicale. Il punto di forza del brano è nei passaggi fra il tema orientale, contraddistinto dal suono secco dei campanelli e da leggere percussioni, e la dolce tonalità occidentale, completa di arpa, violini e cantato operistico. I testi di Javed Akhtar sono ugualmente espressivi in entrambe le lingue, e raffigurano in modo notevole le fantasie romantiche di Elizabeth: i trasparenti interludi di Vasundhara Das vengono così ad armonizzarsi con le dolci chiacchiere della coppia principale.

Cos'altro possiamo aggiungere su Chale Chalo, un classico capace di entusiasmare tutti gli ascoltatori, compresi coloro che non capiscono i testi brillanti di Javed Akhtar? Ronzando, tuonando, schioccando, battendo le mani, scoppiettando..., persino il violoncello e il salterio suonano come percussioni, e contribuiscono a stimolare lo spirito del team di Lagaan. Il brano è molto orecchiabile, e sembra echeggiare quella che dev'essere stata l'eccitante esperienza di realizzare il film, riflettendo la potente magia di un progetto comune. È lo stesso A.R. Rahman a regalare all'inno la propria voce.

L'album, con il breve Waltz For A Romance, d'improvviso passa a note più dolci, rispecchiando la dichiarazione d'amore di Elizabeth. La traccia suona eccezionalmente autentica, riportandoci ad alcune delle più memorabili colonne sonore di Hollywood in stile classico e barocco.

La precedente traccia occidentale apre la via alla controparte indiana: il talento di A.R. Rahman per i canti devozionali dà vita alla preziosa O Paalaanhare. Lata Mangeshkar è stata la brillante scelta per il brano, grazie alla purezza della sua voce (la versione della canzone nel film prevede la collaborazione di Sadhana Sargam). Il bhajan (inno cantato di preghiera) si eleva dolcemente con il misurato uso della tabla, dei piatti e dei campanelli, precipitando alla fine nell'interpretazione piena di sentimento di Udit Narayan di parte del tema di Lagaan. La commovente melodia innalza l'anima in preghiera, inducendo l'ascoltatore a simpatizzare con la supplica dei contadini.

Lagaan, il tema principale, corona questa scintillante colonna sonora con un perfetto mix di grandezza e serenità, di oriente e di occidente. Non ho dubbi nel ritenere che questo brano in qualche modo catturi l'essenza universale stessa della musica. La stimolante melodia, la combinazione all'apparenza improbabile di strumenti diversi (sitar, piatti, organo: strano abbinamento, vero?) che tuttavia raggiungono un'armonia meravigliosa... È semplicemente magnifico. Gli emozionanti arrangiamenti di R. Prassana degli strumenti a corda meritano una menzione speciale: trasportano l'ascoltatore ad altezze inimmaginabili. La voce di Anuradha Sriram ci riporta con delicatezza alla tranquillità, grazie al suo sussurrare melodioso e terreno, chiudendo così una colonna sonora assolutamente monumentale.

Lagaan - Once upon a time in India era sicuramente destinato a diventare una pietra miliare nel cinema indiano. La sfida di comporre una musica altrettanto brillante è stata vinta dal Mozart di Madras che ha architettato un vero e proprio banchetto di suoni. La colonna sonora di Lagaan ha contribuito a rendere il film ancora più scintillante e viceversa, pertanto pellicola e musica possono solo raccogliere applausi, sia dagli spettatori che dagli ascoltatori, indipendentemente dal loro background culturale e musicale. Questo notevole prodotto di A.R. Rahman e del suo eccezionale team (una menzione speciale al defunto H. Sridhar, ingegnere del suono non solo per la colonna sonora ma anche per il film), può certamente affiancarsi alle migliori colonne sonore della storia del cinema, e non manca di incantarci persino parecchi anni dopo la sua realizzazione.

(*) Il testo originale inglese era stato pubblicato da Aline il 18 giugno (nota di Cinema Hindi).

16 maggio 2009

LUCK BY CHANCE


Attenta Bollywood! L'inequivocabile alchimia che lega Shankar, Ehsaan e Loy, ha colpito ancora con Luck by chance, un delizioso assortimento di melodie splendidamente composte e arrangiate per il film di debutto di Zoya Akhtar. Già al primo ascolto si torna col pensiero alla leggendaria colonna sonora di Dil Chahta Hai: SEL sembravano aver sperimentato tutto il possibile aprendo il decennio. E ora, all'approssimarsi della fine, Luck by chance può giusto essere considerato lo scintillante equivalente di quell'album.

Una gemma piacevolissima apre la colonna sonora, con le voci calde e ariose di Loy e di Shekhar Ravjiani a deliziarci. La melodia e gli arrangiamenti di Yeh Zindagi Bhi evocano cieli assolati e ventosi, e, insieme alle liriche ispirate e piene di speranza del grande Javed Akhtar, regalano un senso di fluida felicità.

Segue Baawre, un pezzo davvero unico: parte in modo lento con un qawwali, e poi sorprende l'ascoltatore trasformandosi rapidamente in uno psichedelico impeto ritmico da 'oriente che incontra l'occidente', con tanto di tabla e dholak a completare una ricchissima strumentazione. Il risultato è una performance ricca di vitalità. Un brano che va ascoltato in entrambe le versioni disponibili, con Midival Punditz impegnatissimo a creare uno stupendo remix capace di far resuscitare i morti.

Siete riusciti a riprendere fiato dopo aver ballato Baawre? Adesso vi aspetta Pyaar Ki Daastan, un pezzo di romanticismo sognante, con il talentuoso cantato di Mahalakshmi Iyer e di Amit Paul: la melodia richiama la magia dei memorabili lenti composti da SEL per precedenti colonne sonore (vedi Kabhi Alvida Naa Kehna).

Il canto di Sunidhi Chauhan entra in scena e rasserena l'anima con la rinfrescante ed estiva Yeh Aaj Kya Ho Gaya, riportando alla ribalta la frizzante atmosfera degli anni settanta, giusto un attimo prima che la colonna sonora si immerga in un regno più dark e più ammaliante. Sapnon Se Bhare Naina, una delle tracce migliori dell'album, ci regala il genio assoluto di Shankar Mahadevan nell'uso ipnotico della voce: tutti noi rimaniamo meravigliati a chiederci perché il cielo sia così generoso nei confronti solo di pochi fortunati. Anche la poesia del testo e il sottile, estatico tappeto sonoro contribuiscono a colpire la sensibilità dell'ascoltatore.

La voce di Shankar continua a toccare corde profonde con l'accorata O Rahi Re, una delle mie preferite già dal primo ascolto. Il brano è arricchito dai riff di chitarra di Ehsaan, da un indugiante sitar, e dal dolcemente melodioso Bol Tera Hai Kaunsa Rastaa Rahi Re O Rahi Re di Shankar.

Raccomando a tutti voi la colonna sonora di Luck by chance: l'album trasuda un senso di libertà e un'audacia sorprendenti, grazie alla melodia e alla strumentazione, ma anche grazie al fatto che SEL siano riusciti a travalicare i confini musicali creando per ogni traccia un sound senza dubbio originale. L'album può orgogliosamente onorarsi dell'autentico sigillo di qualità di Shankar, Ehsaan e Loy. Costituisce davvero un pezzo unico, un esempio a cui molte band dovrebbero ispirarsi.
Recensione del film